IL PARTO NELLA CAGNA




La durata fisiologica della gravidanza nella cagna varia tra i 58 e i 65 giorni (mediamente 62) e un esito felice dipende in buona parte dal suo stato di salute generale: è necessario, quindi, che sia regolarmente vaccinata contro le principali malattie infettive, nonchè priva di parassiti, in ottime condizioni di nutrizione e di peso (non si può considerare ottimale nè l'eccessiva magrezza nè l'obesità). Per la loro crescita i feti dipendono totalmente dalla madre, di conseguenza una cattiva alimentazione, non solo influisce sulla vitalità dei nascituri, ma può anche interessare lo sviluppo postnatale, conducendo alla formazione di cuccioli piccoli, deboli e soggetti a malattie. In un soggetto gravido, la razione quotidiana deve essere costituita da alimenti di ottima qualità, con un giusto apporto di vitamine e sali minerali (soprattutto il calcio, poichè un sua carenza può condizionare negativamente le contrazioni uterine al momento del parto), evitando al tempo stesso che la cagna diventi obesa poichè questa condizione predispone a distocia (cioè presentazione non corretta del feto) e a un  parto lungo e/o difficile. Nelle settimane subito antecedenti il parto è consigliabile una moderata attività fisica, senza strapazzi, limitandosi a semplici passeggiate di breve durata. Sono assolutamente da evitare stress psico-fisici di qualunque natura, poichè potrebbero indurre aborto o causare un anticipo del parto. Il parto e l'allattamento devono sempre avvenire in un luogo tranquillo preparato in anticipo. Sarebbe opportuno predisporre un box da parto con una ampiezza tale da consentire alla gestante di stendersi comodamente, lasciando a disposizione dei cuccioli uno spazio idoneo, in modo da ridurre il rischio di schiacciamento accidentale degli stessi da parte della madre, e con pareti sufficientemente alte da impedirne l'uscita. Sul fondo del box verranno posti asciugamani o teli puliti; da evitare paglia o altri materiali poco igienici o materiali non assorbenti (cellophane e simili). Il box dovrà essere a disposizione della madre almeno 10 giorni prima della data presunta del parto per darle modo di abituarvicisi, in un posto tranquillo, non rumoroso e poco frequentato da estranei, con una temperatura ideale di 24°-25° C. E' buona norma igienica, inoltre, tosare il pelo e lavare la zona dei genitali e delle mammelle. Dalle 12 alle 14 ore antecedenti la temperatura corporea cala bruscamente a 36,5°-37°C. e contemporaneamente si notano altri sintomi: il bacino appare infossato ai lati, la vulva si gonfia, le mammelle si inturgidiscono, il rifiuto completo del cibo e uno stato di irrequietezza che spesso si accompagna al tentativo di “scavare una tana” nel pavimento della cuccia. Si tratta di un istinto atavico che spinge il cane a preparare una buca nel terreno rimuovendo sassi e radici che altrimenti potrebbero ferire i cuccioli.
La prima fase del parto è il travaglio, che inizia con la comparsa delle contrazioni uterine, dapprima distanziate poi sempre più frequenti e dolorose, e si conclude con la completa dilatazione della cervice; la si riconosce facilmente per l'evidenza di nervosismo, tremori o brividi e la comparsa di affanno e tachicardia. La cagna cammina nervosamente avanti e indietro per poi sdraiarsi, leccandosi la vulva e continuando a girarsi e rigirasi. Questa fase che dura circa 6-12 ore non richiede l'aiuto nè del proprietario nè del veterinario e si conclude con l'emissione del cosiddetto “tappo mucoso”, a cui segue solitamente la rottura delle acque ( piuttosto vistosa anche in cane di piccola taglia) e l'uscita del primo cucciolo dopo circa 1-2 ore.
La seconda fase è caratterizzata dalla fuoriuscita dei feti: può durare complessivamente da 3 a 6 ore se vengono espulsi con regolarità ma può prolungarsi per molte ore o addirittura una notte intera se il numero di cuccioli è elevato e la cagna alterna fasi espulsive a fasi di riposo. La cagna giace solitamente su un fianco ed è possibile osservare le contrazioni della parete addominale che vanno in parallelo con le contrazioni uterine. La madre può volontariamente inibire l'inizio e la progressione della fase espulsiva se disturbata o stressata. Dopo l'espulsione, la madre rompe l'involucro fetale pizzicandolo con i denti per evitare il soffocamento del cucciolo e lo lecca ripetutamente per stimolare l'attività respiratoria, quindi  mangia la placenta, ricca di ormoni che favoriscono la lattazione: è un istinto normale che non và ostacolato in alcun modo. Una fase di travaglio che si protrae senza esito per più di un'ora dovrà suscitare attenzione e far sospettare un problema di distocia: questo problema richiede l'intervento del veterinario. I cuccioli nascono nel 60% dei casi in presentazione anteriore ma anche la presentazione posteriore (o di piedi) è considerata normale e vengono partoriti ad intervalli di 30-120 minuti l'uno dall'altro. Man mano che nascono, i cuccioli vanno asciugati e posti a contatto con le mammelle della madre; è importante che riescano a succhiare il primo latte (o“colostro”) perchè solo nelle prime 24 di vita il loro intestino è in grado di assorbire gli anticorpi di cui è ricco. Nella maggior parte dei casi la cagna partorisce senza difficoltà, e allora si parla di parto normale o “eutocico”, in caso contrario il parto è detto “distocico”; la distocia può essere causata sia dalla madre che dal cucciolo. Se riguarda la madre, può essere dovuta a vie genitali strette, a insufficiente dilatazione o a spinte assenti o non efficaci; se riguarda il cucciolo può essere causata dal fatto che è troppo grosso o che si trova in una posizione non corretta; in entrambe le situazioni conviene avvertire tempestivamente il veterinario che quasi sicuramente opterà per un taglio cesareo. Durante le 3 settimane successive al parto, se questo è stato normale, non ci sono particolari cure da prestare alla madre se non fornirle un alimento integrato con calcio e vitamina D. E' considerata fisiologica una certa inappetenza, dovuta all'ingestione delle placente che è anche responsabile delle feci nere che la cagna produrrà per qualche giorno e che non devono allarmare. Si noterà, per circa una settimana o poco più, la fuoriuscita dalla vagina di residui placentari e liquidi, cosa assolutamente normale che non deve preoccupare. Ci si dovrà invece allarmare se si avverte la presenza di un cattivo odore che potrebbe indicare l'esistenza di una infezione uterina, in tal caso è necessario consultare subito il veterinario.